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LETTERA APERTA DEL
PRESIDENTE NAZIONALE
Gen.
C. A. (aus.) Filiberto Cecchi
Roma 29 marzo 2010

avrei dovuto scriverVi subito per
ringraziare della fiducia riposta in me nell’eleggermi Vostro
Presidente Nazionale ma ho preferito attendere qualche giorno per
meditare e riordinare le idee.
Ho accolto l’invito di
tanti innanzitutto per spirito di servizio… chi ha avuto quanto me
dall’Esercito e dalla Cavalleria non può sottrarsi ai doveri che ne
derivano… ma anche per provare la gioia di poter continuare
idealmente a servire con maggior impegno nelle file dell’Arma nostra
attraverso la appartenenza all’ANAC staffa a staffa con quanti hanno
il privilegio di portare oggi al bavero gli Onorati Colori che
furono l’amore dei nostri anni giovanili, per dare prova di
cameratismo e solidarietà ad ognuno di Voi, non per orgoglio di
primeggiare ma per amore di provvedere, come ammonisce
Sant’Agostino.
La nostra è una libera e
volontaria Associazione la cui vita è regolata dai sentimenti e dai
comportamenti di tutti noi SOCI, senza differenza di grado, censo,
blasone e cultura, senza differenza tra chi ha militato nell’Arma
nostra e chi condivide con noi sentimenti e comportamenti anche
senza aver avuto questo privilegio… una Associazione di persone
responsabili e vicendevolmente legate ove la gerarchia costituisce
una esigenza funzionale, non uno “status”, perché tutti hanno pari
dignità anche se al progetto comune danno apporti diversi. E’ una
realtà complessa dalle mille sfaccettature che rispecchiano
imprescindibili realtà ed esigenze locali e che, pur nella unità di
intenti e di direzione, richiede impegno e collaborazione da parte
di tutti nel quadro di una chiara ed accettata definizione di
competenze da rispettare, di iniziative da incoraggiare e promuovere
ad ogni livello ordinativo ed anche di un certo controllo da
esercitare nello spirito che tutto è perfettibile ma che ognuno ha
dato il meglio di se.
Sento il dovere di ringraziare il mio predecessore per l’impegno
intellettuale e fisico e per le doti-organizzative che ha profuso:
gli dobbiamo in particolare il risanamento finanziario, la
rivitalizzazione della nostra Rivista, la costituzione di nuove
Sezioni… un indirizzo che condivido e che seguirò pur nelle ovvie
differenze della nostra personalità. E’ a coloro di Voi che mi
conoscono solo di nome voglio dire loro che per carattere e per
intima convinzione ho sempre cercato di fare bene al mio livello,
realmente rispettoso delle prerogative e delle responsabilità dei
Superiori, aperto verso i Colleghi e teso a comprendere,
incoraggiare e sostenere i Subordinati. Pur essendo ragionevolmente
fiducioso in me stesso e sicuro della bontà delle mie idee non mi
sono mai considerato il depositario di verità ne in grado di poter
tutto pensare, decidere, fare e controllare da solo. Poiché intendo
continuare nello stesso modo, sarò grato a chiunque mi sarà di
aiuto, in particolare al gruppo di Collaboratori che già sento
stringersi attorno a me; farò la mia parte di lavoro, prenderò
serenamente le decisioni che mi competono, guiderò l’altrui operato
per quanto necessario e serenamente assumerò la responsabilità dei
miei atti e di quelli compiuti in mio nome.
L’ANAC ha da sempre
complessi problemi, molti in comune con le altre Associazioni
d’Arma, alcuni peculiarmente suoi; di primo acchitto ritengo
necessario apportare alcune modifiche allo Statuto e soprattutto
redigerne finalmente il “Regolamento di attuazione”, velocizzare il
processo decisionale pur nel rispetto di norme e competenze,
attivare un più efficace e costante dialogo biunivoco tra tutti gli
Organi, studiare come dare più visibilità e più solida basi
finanziarie alla nostra pregevole Rivista facendola uscire
dall’immeritato ruolo di “periodico di nicchia”, attuare con più
determinazione la Convenzione EI-ANAC relativa all’Attività
Equestre, affrontare ancora una volta il problema dell’incremento e
del ringiovanimento dei Soci puntando soprattutto all’immissione dei
giovani Militari in Servizio, rendere operativo un “pacchetto” di
incentivi attagliato alle esigenze ed alle realtà locali per
ripagare in qualche modo i Soci dell’attaccamento all’ANAC….. non mi
illudo di avere poteri taumaturgici, certamente non lascerò alcunché
di intentato.
Il mio vuole quindi essere
un messaggio di ringraziamento di fiducia e di speranza, di promessa
del mio impegno e di invito alla operosa concordia perché la nostra
Associazione mobilissima possa ancor meglio perseguire i suoi
altrettanto nobili fini istituzionali.
Ricorrendo a giorni la
Santa Pasqua formulo gli auguri più affettuosi e saluto
cameratescamente tutti.
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